Sicurezza

Ransomware: perché il backup è l’unica assicurazione che funziona

4 minuti di lettura · aggiornata a ottobre 2026

Portatile chiuso da catene e da un lucchetto
In breveUn ransomware blocca i file e chiede un riscatto, e pagare non garantisce di riaverli. Chi ha un backup separato e provato riparte in poche ore; gli altri rischiano settimane di fermo.

Nel mondo un attacco grave su quattro nel 2025 è stato causato da software malevolo, e lo sfruttamento di falle non aggiornate è cresciuto del 65%. Le porte d’ingresso sono quasi sempre le stesse: un’email, una password rubata, un programma non aggiornato.

Il disco esterno sempre collegato non basta: il ransomware cripta anche quello. Serve la regola 3-2-1: tre copie dei dati, su due supporti diversi, di cui una fuori dall’azienda e protetta da modifiche.

E serve provarlo. Un backup mai ripristinato è una speranza, non una garanzia.

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